GABRIELE GARIBALDI
"I Signori dello Spazio. L'ultima frontiera nella competizione strategico-militare delle Superpotenze", Arianna Editrice, 2007
L’amministrazione Bush ha approvato il 31 agosto 2006 la nuova “Politica Spaziale Nazionale degli Stati Uniti”, che va a sostituire quella varata da Clinton nel 1996. Il nuovo documento è caratterizzato da una linea più dura, in quanto enuncia la volontà di negare agli avversari l’accesso allo spazio, nel caso questi siano ritenuti avere intenzioni “ostili agli interessi degli Stati Uniti”. Le dieci pagine declassificate del documento, contenenti le linee guida e gli obiettivi della nuova politica, non proclamano l’armamento dello spazio, ma lasciano aperta la porta all’attuazione delle richieste in tal senso formulate nel corso degli ultimi dieci anni dagli strateghi militari, i quali hanno trovato dal 2001 nel Segretario alla Difesa Donald Rumsfeld il loro principale sostenitore.
La Cina è al centro delle preoccupazioni di quest’ultimi, quale sfidante più accreditato del monopolio spaziale statunitense. Per impedirne l’ascesa a “minaccia” effettiva della sicurezza degli “assets” spaziali civili e militari – vero architrave della superiorità militare terrestre degli USA, e fondamento dei piani di “Full Spectrum Dominance”- gli Stati Uniti non escludono la possibilità di procedere all’armamento preventivo dello spazio, dando per scontata la stessa volontà da parte della Cina – sebbene Pechino da tempo chieda in sede ONU un trattato internazionale per la messa al bando delle armi nello spazio, al quale Washington si è ripetutamente sottratta.
Se con la nuova “Politica Spaziale Nazionale” gli USA hanno mostrato i muscoli, la Cina ha fatto altrettanto con l’abbattimento di un proprio satellite meteorologico fuori-uso l’undici gennaio 2007. La sfida lanciata dagli USA ai propri “peer competitors” è stata così raccolta dalla Cina, con un’azione che rafforzerà le ragioni dei “falchi” del Pentagono e può verosimilmente innescare una corsa all’armamento dello spazio destinata a segnare il nuovo secolo.
Questo libro ha il merito di trattare per primo in Italia –attingendo a documenti strategici e studi di settore statunitensi e cinesi- una problematica che non riguarda solo gli Stati Uniti e la Cina, ma ha implicazioni globali per il rischio di escalation della tensione (anche nucleare) che l’armamento dello spazio porta con sé.

